La Cantina

Tre generazioni sotto lo stesso cielo

Nel 1912, il bisnonno Giuseppe Greco piantò le prime barbatelle di Nerello Mascalese sulla terra nera di Torre Archirafi. Aveva venticinque anni, un mulo, e l'ostinata certezza che da quella pietra lavica potesse nascere qualcosa di luminoso. Più di un secolo dopo, custodiamo quelle stesse vigne — alcune ancora franche di piede, sopravvissute alla fillossera grazie al sabbioso suolo vulcanico.

Mio nonno Salvatore portò il vino al di là delle colline. Mio padre Carmelo introdusse la viticoltura biologica nel 1998, molto prima che diventasse moda. Oggi, mia sorella Chiara ed io continuiamo a fare vino come si è sempre fatto: ascoltando la terra, rispettando il tempo, scegliendo ogni grappolo con le mani.

La nostra cantina è scavata nella roccia lavica del 1669, l'anno in cui l'Etna scese fino al mare. Le pareti respirano fresco anche in agosto. È qui che i nostri vini riposano, ascoltando in silenzio il rumore lontano delle onde dello Ionio.

«Non vendiamo bottiglie. Regaliamo frammenti di Sicilia.»

— Marco Greco Mirone, vignaiolo
I nostri valori

Tradizione viva

Tecniche tramandate, ascolto della terra, rispetto del tempo lento del vino.

Agricoltura rigenerativa

Inerbimento spontaneo, sovesci, biodiversità tra i filari. La vigna come ecosistema.

Trasparenza assoluta

Sappiamo da quale vigna, da quale anno, da quale mano viene ogni bottiglia.

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